Tag: Regolamenti alimentari
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Origine delle verdure in etichetta di una preparazione gastronomica
Il regolamento UE 1169/11 richiede l’indicazione dell’origine dell’ingrediente primario, come le verdure, se queste superano il 50% del prodotto o sono rilevanti per il nome. Inoltre, il regolamento UE 2018/775 chiarisce che l’obbligo scatta in base a specifiche informazioni sull’origine e provenienza.
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Etichetta dei condimenti monodose in pokè e food delivery
Andrea chiede chiarimenti sulla corretta etichettatura di una salsa di soia ricevuta tramite food delivery, evidenziando la mancanza di informazioni sugli allergeni, essenziali per i celiaci. L’avvocato Dario Dongo sottolinea la gravità della non-conformità, spiegando la responsabilità informativa dell’importatore e dei ristoranti nel garantire la sicurezza alimentare.
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Sostituzione olio di girasole, quali etichette?
Marinella chiede chiarimenti riguardo all’uso di olio di palma al posto dell’olio di girasole nei suoi snack, preoccupata per la conformità delle etichette e per l’export. L’avvocato Dario Dongo chiarisce che la trasparenza informativa è imprescindibile secondo il reg. UE 1169/11, e che le deroghe nazionali non sono valide.
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Analisi di monitoraggio e notifica al RASFF?
Il caso di campionamento di un prodotto alimentare da parte del SIAN, privo di limiti legali, solleva interrogativi. Si evidenzia che il campionamento ufficiale deve seguire regole UE, mentre il monitoraggio serve a raccogliere dati senza attivare allerta. RASFF notifica solo rischi per la salute umana.
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Allergeni nei coadiuvanti alimentari, quali soglie?
L’avvocato Dario Dongo chiarisce che la direttiva UE 1169/11 richiede l’indicazione obbligatoria degli allergeni negli alimenti, inclusi quelli residui dai coadiuvanti alimentari. Anche se presenti in quantità inferiori allo 0,6%, gli allergeni devono essere citati in etichetta, evidenziando la gravità delle informazioni errate per la salute dei consumatori.
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Come trasformare un marchio in marchio di certificazione?
Carolina chiede se è possibile trasformare un marchio privato registrato in Italia in un marchio di certificazione. L’avvocato Dario Dongo spiega che la legge consente la trasformazione di marchi collettivi e offre opportunità per registrare marchi di certificazione, rafforzando la trasparenza nei processi di certificazione.
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Stato fisico e QUID dell’ingrediente in etichetta
Enrica richiede chiarimenti sull’etichettatura del lievito madre in polvere, evidenziando la necessità di seguire il regolamento UE 1169/11 riguardo nome, stato fisico e QUID. L’avvocato Dongo spiega che il lievito madre non ha una denominazione legale, enfatizzando l’importanza di non ingannare il consumatore riguardo caratteristiche e composizione.
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Vendita online di prodotti alimentari, etichettatura e lingua
Il Diritto alimentare europeo richiede che la vendita online di prodotti alimentari rispetti requisiti di etichettatura linguistica, in particolare per i prodotti preimballati. Le informazioni obbligatorie devono essere disponibili nella lingua del paese di vendita, come stabilito dal regolamento UE 1169/11, per garantire chiarezza per i consumatori.
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Olio di lubrificazione, ingrediente o coadiuvante tecnologico?
Carlo richiede un’opinione riguardo alla qualifica di un olio utilizzato per la lubrificazione di macchinari alimentari, chiedendo se possa essere classificato come ingrediente, additivo o coadiuvante tecnologico. L’avvocato Dario Dongo spiega che la qualifica dipende dall’uso, evidenziando l’importanza della legislazione alimentare e della trasparenza verso i consumatori.
