Tag: microimprese
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Grano saraceno senza glutine né conservanti?
Marina ha contattato l’avvocato Dongo riguardo a dubbi su una farina di grano saraceno italiana riguardo alle affermazioni “senza glutine” e “senza conservanti”. Dongo spiega che il grano saraceno è naturalmente privo di glutine e che tali indicazioni sono ingannevoli. Sottolinea inoltre l’importanza di fornire informazioni complete sul produttore nell’ecommerce.
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Origine carne suina in etichetta di prosciutto e salumi
Cristina chiede chiarimenti legali riguardo l’etichettatura di prosciutti e salumi secondo il reg. UE 775/2018, evidenziando la difficoltà di indicare l’origine degli ingredienti. L’avvocato Dongo spiega le normative sulla trasparenza dell’origine e la necessità di specificarli in etichetta, incluse le recenti proposte legislative italiane.
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Indirizzo operatore responsabile
Maurizio chiede chiarimenti all’avvocato Dongo sulle indicazioni obbligatorie in etichetta secondo il regolamento (UE) n. 1169/2011. Dongo chiarisce che deve essere riportata la sede legale dell’operatore responsabile, mentre l’indirizzo dello stabilimento è facoltativo e deve essere chiaramente distinto.
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Sospensione dei mercati contadini per coronavirus?
La gestione delle misure anti-Covid in Lombardia evidenzia contraddizioni tra diverse amministrazioni, come la sospensione dei mercati contadini a Mantova nonostante il loro minore rischio di assembramento, a differenza dei supermercati. È necessario riconoscere i mercati contadini come attività commerciali essenziali, garantendo così l’approvvigionamento alimentare.
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V Gamma, temperatura di conservazione in etichetta?
Un fornitore di prodotti di V gamma sostiene che non sia necessario indicare la temperatura di conservazione per le rape cotte, poiché non ci sono obblighi specifici nel regolamento europeo. Tuttavia, l’avvocato Dario Dongo chiarisce che l’etichettatura deve garantire la sicurezza alimentare e rispettare le normative generali.
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Sede stabilimento e origine ingrediente primario
L’Avvocato Dario Dongo chiarisce che le linee guida della Commissione europea sul regolamento (UE) 775/2018 non esonerano dall’obbligo di indicare l’origine dell’ingrediente primario. Sottolinea che la sede dello stabilimento non è obbligatoria, in quanto leggi italiane contravvengono alle normative europee superiori.
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Tracce di DOP e IGP nel prodotto composto?
Claudio presenta un caso riguardante un minestrone surgelato Findus che menziona verdure DOP e IGP in etichetta, ma in realtà solo la cipolla rossa di Tropea e il basilico genovese vi figurano in quantità esigue. L’avvocato Dario Dongo analizza la situazione secondo normative europee sulla trasparenza nell’informazione al consumatore, sottolineando pratiche commerciali ingannevoli.
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Origine frutta secca?
L’avvocato Dario Dongo risponde al quesito di Marco riguardo l’etichettatura della provenienza della frutta secca tostata. In generale, l’indicazione è facoltativa, ma obbligatoria se l’ingrediente principale proviene da un Paese diverso da quello indicato nella produzione. Gli alimenti freschi senza trasformazione devono sempre riportare il Paese di coltivazione.
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Quantità in etichetta
Il peso dichiarato sul preimballaggio di un prodotto alimentare deve essere garantito per l’intera durata della sua shelf-life. Non sono ammesse ambiguità nella quantità, che deve essere minima. Le scadenze devono essere indicate chiaramente sull’etichetta e sull’imballo esterno, secondo le normative vigenti.
