Tag: nutrition claims
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Claim ‘leggero senza olio’?
Mina chiede chiarimenti sulla possibilità di utilizzare il claim “leggero senza olio” su un condimento vegetale. L’avvocato Dongo spiega che il termine “leggero” rientra nelle normative europee sui claim nutrizionali e non è conforme, poiché le conserve in salamoia non possono essere comparate a quelle sott’olio.
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Informazioni B2B, quale lingua utilizzare?
Silvano chiede chiarimenti sull’uso della lingua nelle informazioni B2B sui prodotti alimentari. L’avvocato Dario Dongo risponde che il regolamento UE 1169/11 stabilisce l’obbligo di utilizzare una lingua comprensibile per il mercato di destinazione, senza deroghe, anche per le informazioni B2B. L’inglese è ammesso solo in Stati specifici.
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Pollo con salsa al ginepro, quale origine in etichetta?
Il prodotto ‘arrosticini di pollo con salsa al ginepro’ non ha obbligo di indicare l’origine della salsa o del ginepro, poiché l’unico ingrediente primario è la carne di pollo, già dichiarata italiana. L’etichetta semplice migliora la trasparenza, mentre ulteriori informazioni possono essere fornite tramite codici QR.
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Lolla di riso convenzionale per la filtrazione della birra bio?
Roberto chiede se la lolla di riso convenzionale, non certificata biologica, possa essere utilizzata per la filtrazione della birra bio. La risposta chiarisce che può essere considerata inerte se non rilascia residui dannosi. È fondamentale escludere contaminazioni da trattamenti antiparassitari, seguendo linee guida HACCP.
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Chips vegetali all’aroma di aceto balsamico?
Claudio chiede chiarimenti riguardo all’etichettatura di chips vegetali aromatizzate all’aceto balsamico, considerando due opzioni: utilizzo di aceto balsamico o preparato aromatico. L’avvocato Dario Dongo spiega che è consentito indicare “aceto balsamico” solo se presente in quantità, mentre per l’aroma è fondamentale evitare immagini ingannevoli.
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Carne al supermercato, alimenti preimballati o preincartati?
La vendita di carne confezionata nel reparto macelleria di un supermercato solleva questioni legate alla classificazione come alimenti ‘preincartati’. Non essendo preimballati, devono rispettare specifiche normative, inclusa l’indicazione del lotto. È consigliabile aggiungere una data di scadenza per garantire la corretta informazione al consumatore e la rintracciabilità.
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Quale unità di misura per il prezzo dei cibi sfusi e preincartati?
Il supermercato di Damiano desidera esporre il prezzo per unità di misura dei cibi in 100 g, oltre che in kg. L’avvocato Dario Dongo chiarisce che la legge richiede l’indicazione del prezzo vicino ai prodotti, ma l’uso di unità minori è ammesso solo in situazioni specifiche. Le sanzioni per errori sono severe.
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Salumi sfusi e preincartati senza scadenza o TMC?
Mauro chiede un parere legale sull’obbligo di indicare il TMC o la scadenza nei salumi sfusi avvolti nel budello. L’avvocato Dario Dongo spiega che tali alimenti sono considerati sfusi o preincartati e, sebbene la data di scadenza non sia obbligatoria, la responsabilità sulla sicurezza resta a carico dell’operatore.
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Blocco doganale della gomma di xantano per ossido di etilene?
L’importazione di gomma di xantano dalla Cina è stata bloccata dalle Dogane di Genova per la mancanza di un certificato fitosanitario e la presenza di ossido di etilene. Tuttavia, il certificato fitosanitario non è necessario. Il blocco risulta ingiustificato, e l’importatore dovrebbe considerare azioni legali o alternative porti per evitare difficoltà future.
